Percorsi formativi e seminari monografici
ARIELE con la sua Scuola, offre percorsi formativi che ognuno può sviluppare e fare propri nel tempo, in rapporto al proprio progetto professionale e personale.
La Scuola non predispone percorsi standard o sbocchi professionali, ma opportunità di costruirli; non offre certezze di interpretazione della propria realtà , ma strumenti per potervi operare più consapevolmente.
L'impianto didattico si fonda su:
- approccio esperienziale con cui l'apprendimento cognitivo procede di pari passo con quello emotivo;
- percorso modulare, in cui si accompagna in modo progressivo l'allievo al suo incontro con la psicosocioanalisi;
- temi e modalità che consentono il confronto e l'integrazione tra l'approccio psicosocioanalitico e la storia professionale e l'identità di ognuno;
- autoresponsabilizzazione del percorso personale di approfondimento e studio
Inoltre ARIELE propone alcuni seminari monografici su tematiche e/o metodologie di particolare significatività, coinvolgendo anche studiosi e docenti esterni dialogo e ibridazione.
Scarica: Brochure - Scheda iscrizione
Lunedì 11 Luglio
Lo sguardo delle NEUROSCIENZE: Mente relazionale e risonanza incarnata.
Vittorio Gallese dialoga con Ugo Morelli
Lunedì 9 Maggio
Lo sguardo dell’ANTROPOLOGIA: Crisi della progettualita nella polis, legame sociale e risentimento.
Stefano Tomelleri dialoga con Carla Weber
Venerdì 1 Aprile
Lo sguardo della FILOSOFIA SOCIALE: Patologie del presente e nostalgia del futuro
Elena Pulcini dialoga con Pino Varchetta

CAMBIAMENTO IMPREVEDIBILE
E CAPACITA’ PROGETTUALI
Come riscoprire, declinando ragione e sentimento, la capacità
di progettare in una realtà in rapido cambiamento
Responsabile:Franco Natili
Quali obiettivi si pone
- Dar senso ai processi di cambiamento continuo che riguardano le organizzazioni e coinvolgono gli individui e i gruppi attraverso vertici di osservazione - Vision, Leadership, Progettualità, Emozione - ritenuti da Ariele
- gli snodi essenziali di questi processi.
- Apprendere ad utilizzare i vertici di osservazione proposti sia come strumenti conoscitivi per una maggiore consapevolezza di quanto sta accadendo, sia come strumenti di gestione del cambiamento
- Instaurare un percorso che aiuti i partecipanti a dar senso ad un “auspicabile” ancora difficile da individuare, evolvendo verso una nuova capacità progettuale
- Accompagnare i partecipanti, attraverso momenti di Gruppo Operativo e di Counseling Individuale, nell’attraversamento degli stereotipi individuali che bloccano il processo di apprendimento e, quindi, di cambiamento.
A chi si rivolge
- A chi, operando nella funzione HR delle aziende o nelle società di consulenza, nell’area del change management e/o dello sviluppo organizzativo, sia interessato a coniugare un arricchimento delle proprie conoscenze sui processi di cambiamento con l’approfondimento degli aspetti relazionali che ne condizionano l’esito.
- A tutti coloro che vivendo (e soffrendo) in prima persona i processi di cambiamento, sono alla ricerca di strumenti nuovi ed efficaci che gli consentano di “vivere” il cambiamento in maniera attiva, riscoprendo dentro di sé risorse insospettabili e sviluppando le proprie capacità progettuali.
- A tutti i soci ed ex-allievi di Ariele che si interrogano nell’ambito del proprio ruolo professionale sul cambiamento che riguarda le moderne organizzazioni e le persone che le abitano e, a partire dalle riflessioni già maturate in Ariele, desiderano condividere un ulteriore percorso di co-apprendimento ed approfondimento sul tema.
Com’è strutturato
Nel percorso formativo complessivo, di 12 giornate, si integrano tre percorsi:
- 9 giornate comprendenti 6 workshop in cui verranno trattati i temi del cambiamento continuo. Queste giornate saranno condotte da un gruppo di docenti e testimoni della materia che, da diversi punti di osservazione, hanno studiato approfonditamente i fenomeni di cambiamento: Eusebio Balocco, Paolo Bruttini, Dario Forti, , Laura Mazzolari, Giuliano Mazzoleni, Franco Natili, Ivan Mazzei, Elisabetta Pasini, Daniela Patruno, Donatella Piccioni, Angelo Stango, Paolo Umidon.
- 6 blocchi di 4 ore ciascuno dove il gruppo in apprendimento verrà condotto con la metodologia del Gruppo Operativo. Il conduttore sarà Annamaria Burlini, l’osservatore Paolo Magatti.
- 3 incontri di Counseling Individuale dedicati alla elaborazione dei percorsi di cambiamento individuali a completamento delle giornate seminariali.
Alla fine del percorso i partecipanti saranno stimolati a produrre un loro progetto di cambiamento, in relazione al proprio contesto professionale.
Avvio: 11 dicembre 2010
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Fragilità e Bellezza
Aprire spazi progettuali possibili e inesplorati
Quali obiettivi si pone
- Ristabilire un contatto con le fragilità che risiedono là dove gli uomini e le donne nel loro rapporto con mondo, si confrontano con una realtà indifferente e talora insostenibile, e dove gli strumenti del pensiero appaiono spesso precari ed insufficienti;
- Riattraversare i percorsi che hanno consentito adattamenti, spesso vissuti come inadeguati, all’interno delle proprie relazioni affettive e di lavoro, al fine di comprendere dove sono le deviazioni e i malintesi che non consentono di coniugare fragilità e bellezza;
- Riscoprire l’altro, sia nella dimensione di coppia che di gruppo, come risorsa e alleato nella costruzione di processi di pensiero che si sostanzino nell’emanazione di una autenticità originaria e unica;
- Mettere le basi per un progetto personale che consenta una maggiore sintonia fra la propria evoluzione interna e l’accadere di un contesto mutevole e cangiante.
A chi si rivolge
- A chi, nel suo rapporto con il proprio lavoro/professione sente la necessità di indagare meglio quelle che sente come proprie inadeguatezze, o presunte tali, al fine di dare un senso a un disagio che appare difficile nominare;
- A tutti coloro che vivono la precarietà del rapporto con il proprio agire rispetto agli oggetti di lavoro e le relazioni personali come una difettosità senza sbocchi, piuttosto che come il transito ineludibile, verso una maggiore consapevolezza di sé e dell’unicità delle proprie risorse;
- A tutti coloro che frequentano la psicosocioanalisi e che continuano ad interrogarsi, rispetto ai temi dell’angoscia della bellezza, sugli snodi attraverso cui, nel qui e ora, e nella pienezza del sentire i propri vissuti emozionali, la fragilità/mancanza segna il percorso per una piena realizzazione di sé.
I docenti del seminario saranno Daniela Patruno e Franco Natili. Annalisa Palmieri e Giulia Polizzotti svolgeranno il ruolo di tutor e di co-docenti.
Seminario di 2 giornate 5 e 19 novembre 2010
sarà preceduto il girono 4 novembre dalla proiezione di un film
vedi programma
Psicosocioanalisi del fondamentalismo
Il periodo storico che stiamo attraversando, fortemente connotato dai fenomeni della globalizzazione,che vede annullare le dimensioni spazio-temporali, induce un contatto più ravvicinato tra le diverse popolazioni mondiali. Ciò implica la necessità di un confronto culturale serrato e la ricerca di modalità relazionali tese alla tolleranza e all’ascolto. Rispetto a questo auspicabile si assiste al rinvigorirsi di importanti sacche di atteggiamenti definiti “fondamentalisti”
Obiettivi del seminario
- Attivare un momento di riflessione comune rispetto al fenomeno del fondamentalismo
- Approfondire il tema dei totalitarismi interiori che si riverberano nella dimensione sociale
- Riconoscere il contesto sociopolitico come generatore delle dinamiche fondamentalistiche
A chi si rivolge
- Formatori e consulenti interessati alla elaborazione e gestione della diversità
- Operatori sociali attivi nelle relazioni interculturali
- Psicoterapeuti interessati alle “mafie interne”
Docenti: U.Morelli F.De Masi V.E.Parsi
28 marzo 2009
La fragilità
L’esposizione a contesti sempre più mutevoli ed imprevedibili, induce le persone a chiudersi sempre di più in se stesse. Il loro rapporto con la realtà viene mediato da barriere, vissute come “forti” e rassicuranti. Per compiere questa operazione, gli uomini e le donne, attingono alle parti meno plastiche della loro personalità spesso permeate di false ideologie e valori.
Questo atteggiamento induce una netta presa di distanza dalle parti vissute come fragili, sentite come ambigue e potenzialmente portatrici di vulnerabilità e sofferenze. Parti che, viceversa, contengono spesso le “chiavi” per un rinnovato incontro con la realtà che consente lo stupore, e la scoperta di nuove possibilità di esistenza.
L’obiettivo del seminario è quello di far intravvedere la possibilità di dischiudere ciò che in noi è rimasto celato, riscoprendo nella nostra fragilità aspetti del mondo e di noi stessi intrisi di “bellezza” e di nuove possibilità di incontro.


