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Percorsi formativi e seminari monografici

 

 ARIELE con la sua Scuola, offre percorsi formativi che ognuno può sviluppare e fare propri nel tempo, in rapporto al proprio progetto professionale e personale.

La Scuola non predispone percorsi standard o sbocchi professionali, ma opportunità di costruirli; non offre certezze di interpretazione della propria realtà , ma strumenti per potervi operare più consapevolmente.

L'impianto didattico si fonda su:
- approccio esperienziale con cui l'apprendimento cognitivo procede di pari passo con quello emotivo;
- percorso modulare, in cui si accompagna in modo progressivo l'allievo al suo incontro con la psicosocioanalisi;
- temi e modalità che consentono il confronto e l'integrazione tra l'approccio psicosocioanalitico e la storia professionale e l'identità di ognuno;
- autoresponsabilizzazione del percorso personale di approfondimento e studio

Inoltre ARIELE propone alcuni seminari monografici su tematiche e/o metodologie di particolare significatività, coinvolgendo anche studiosi e docenti esterni dialogo e ibridazione.

 

 


 
 

 

 

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Essere umano oggi

Forme emergenti del legame sociale
 
La finalità del percorso è quello di offrire ai partecipanti degli spunti di riflessione, grazie all’apporto di testimoni di discipline diverse, sulla condizione contemporanea dell’umano in quanto essere sociale. Da una parte si avverte infatti una profonda crisi del legame sociale e dell’uomo in quanto “politico”, stretto tra spinte individualistiche e aspirazioni comunitarie; dall’altra si intravvedono delle forme emergenti che sembrano configurare delle nuove possibilità per pensare e agire la relazione tra individuo e collettività.
I temi e i problemi sollecitati durante il percorso potranno essere ripresi e approfonditi durante il Colloquio, sia nell’interazione con i relatori e i testimoni esterni , sia nei lavori di riflessione in sottogruppo.
Il percorso si concretizza in un ciclo di 4 incontri di mezza giornata l'uno che dialogano con un discussant psicosocioanalista e con il gruppo dei partecipanti.

 Scarica: Brochure - Scheda iscrizione

    

 

 

 

 

Lunedì 11 Luglio
Lo sguardo delle NEUROSCIENZE:
Mente relazionale e risonanza incarnata.

Vittorio Gallese dialoga con Ugo Morelli

 


Lunedì 9 Maggio

Lo sguardo dell’ANTROPOLOGIA:
Crisi della progettualita nella polis, legame sociale e risentimento.

Stefano Tomelleri dialoga con Carla Weber

 

 


Venerdì 1 Aprile

Lo sguardo della FILOSOFIA SOCIALE: Patologie del presente e nostalgia del futuro
Elena Pulcini dialoga con Pino Varchetta

 

 

 

Intervista ad Elena Pulcini


 


 

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CAMBIAMENTO IMPREVEDIBILE
E CAPACITA’ PROGETTUALI
Come riscoprire, declinando ragione e sentimento, la capacità
di progettare in una realtà in rapido cambiamento

 

Responsabile:Franco Natili

Quali obiettivi si pone

  • Dar senso ai processi di cambiamento continuo che riguardano le organizzazioni e coinvolgono gli individui e i gruppi attraverso vertici di osservazione - Vision, Leadership, Progettualità, Emozione - ritenuti da Ariele
  • gli snodi essenziali di questi processi.
  • Apprendere ad utilizzare i vertici di osservazione proposti sia come strumenti conoscitivi per una maggiore consapevolezza di quanto sta accadendo, sia come strumenti di gestione del cambiamento
  • Instaurare un percorso che aiuti i partecipanti a dar senso ad un “auspicabile” ancora difficile da individuare, evolvendo verso una nuova capacità progettuale
  • Accompagnare i partecipanti, attraverso momenti di Gruppo Operativo e di Counseling Individuale, nell’attraversamento degli stereotipi individuali che bloccano il processo di apprendimento e, quindi, di cambiamento.


A chi si rivolge

  • A chi, operando nella funzione HR delle aziende o nelle società di consulenza, nell’area del change management e/o dello sviluppo organizzativo, sia interessato a coniugare un arricchimento delle proprie conoscenze sui processi di cambiamento con l’approfondimento degli aspetti relazionali che ne condizionano l’esito.
  • A tutti coloro che vivendo (e soffrendo) in prima persona i processi di cambiamento, sono alla ricerca di strumenti nuovi ed efficaci che gli consentano di “vivere” il cambiamento in maniera attiva, riscoprendo dentro di sé risorse insospettabili e sviluppando le proprie capacità progettuali.
  • A tutti i soci ed ex-allievi di Ariele che si interrogano nell’ambito del proprio ruolo professionale sul cambiamento che riguarda le moderne organizzazioni e le persone che le abitano e, a partire dalle riflessioni già maturate in Ariele, desiderano condividere un ulteriore percorso di co-apprendimento ed approfondimento sul tema.


Com’è strutturato

Nel percorso formativo complessivo, di 12 giornate, si integrano tre percorsi:

  • 9 giornate comprendenti 6 workshop in cui verranno trattati i temi del cambiamento continuo. Queste giornate saranno condotte da un gruppo di docenti e testimoni della materia che, da diversi punti di osservazione, hanno studiato approfonditamente i fenomeni di cambiamento: Eusebio Balocco, Paolo Bruttini, Dario Forti, , Laura Mazzolari, Giuliano Mazzoleni, Franco Natili, Ivan Mazzei, Elisabetta Pasini, Daniela Patruno, Donatella Piccioni, Angelo Stango, Paolo Umidon.
  • 6 blocchi di 4 ore ciascuno dove il gruppo in apprendimento verrà condotto con la metodologia del Gruppo Operativo. Il conduttore sarà Annamaria Burlini, l’osservatore Paolo Magatti.
  • 3 incontri di Counseling Individuale dedicati alla elaborazione dei percorsi di cambiamento individuali a completamento delle giornate seminariali.

Alla fine del percorso i partecipanti saranno stimolati a produrre un loro progetto di cambiamento, in relazione al proprio contesto professionale.


 

Avvio: 11 dicembre 2010    

Scarica al Brochure Programma

 

 


Seminari monografici

 

 

 

 

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 Fragilità e Bellezza

Aprire spazi progettuali possibili e inesplorati

 

Quali obiettivi si pone

  • Ristabilire un contatto con le fragilità che risiedono là dove gli uomini e le donne nel loro rapporto con mondo, si confrontano con una realtà indifferente e talora insostenibile, e dove gli strumenti del pensiero appaiono spesso precari ed insufficienti;
  • Riattraversare i percorsi che hanno consentito adattamenti, spesso vissuti come inadeguati, all’interno delle proprie relazioni affettive e di lavoro, al fine di comprendere dove sono le deviazioni e i malintesi che non consentono di coniugare fragilità e bellezza;
  • Riscoprire l’altro, sia nella dimensione di coppia che di gruppo, come risorsa e alleato nella costruzione di processi di pensiero che si sostanzino nell’emanazione di una autenticità originaria e unica;
  • Mettere le basi per un progetto personale che consenta una maggiore sintonia fra la propria evoluzione interna e l’accadere di un contesto mutevole e cangiante.


A chi si rivolge

  • A chi, nel suo rapporto con il proprio lavoro/professione sente la necessità di indagare meglio quelle che sente come proprie inadeguatezze, o presunte tali, al fine di dare un senso a un disagio che appare difficile nominare;
  • A tutti coloro che vivono la precarietà del rapporto con il proprio agire rispetto agli oggetti di lavoro e le relazioni personali come una difettosità senza sbocchi, piuttosto che come il transito ineludibile, verso una maggiore consapevolezza di sé e dell’unicità delle proprie risorse;
  • A tutti coloro che frequentano la psicosocioanalisi e che continuano ad interrogarsi, rispetto ai temi dell’angoscia della bellezza, sugli snodi attraverso cui, nel qui e ora, e nella pienezza del sentire i propri vissuti emozionali, la fragilità/mancanza segna il percorso per una piena realizzazione di sé.

 

 

I docenti del seminario saranno Daniela Patruno e Franco Natili. Annalisa Palmieri e Giulia Polizzotti svolgeranno il ruolo di tutor e di co-docenti.

Seminario di 2 giornate 5 e 19 novembre 2010 

sarà preceduto il girono 4 novembre dalla proiezione di un film

vedi programma

 


 

Psicosocioanalisi del fondamentalismo

Il periodo storico che stiamo attraversando, fortemente connotato dai fenomeni della globalizzazione,che vede annullare le dimensioni spazio-temporali, induce un contatto più ravvicinato tra le diverse popolazioni mondiali. Ciò implica la necessità di un confronto culturale serrato e la ricerca di modalità relazionali tese alla tolleranza e all’ascolto. Rispetto a questo auspicabile si assiste al rinvigorirsi di importanti sacche di atteggiamenti definiti “fondamentalisti”

Obiettivi del seminario 

  • Attivare un momento di riflessione comune rispetto al fenomeno del fondamentalismo
  • Approfondire il tema dei totalitarismi interiori che si riverberano nella dimensione sociale
  • Riconoscere il contesto sociopolitico come generatore delle dinamiche fondamentalistiche

A chi si rivolge

  • Formatori e consulenti interessati alla elaborazione e gestione della diversità
  • Operatori sociali attivi nelle relazioni interculturali
  • Psicoterapeuti interessati alle “mafie interne”

Docenti:  U.Morelli  F.De Masi   V.E.Parsi

28 marzo 2009    

 

La fragilità

 L’esposizione a contesti sempre più mutevoli ed imprevedibili, induce le persone a chiudersi sempre di più in se stesse. Il loro rapporto con la realtà viene mediato da barriere, vissute come “forti” e rassicuranti. Per compiere questa operazione, gli uomini e le donne, attingono alle parti meno plastiche della loro personalità spesso permeate di false ideologie e valori.

Questo atteggiamento induce una netta presa di distanza dalle parti vissute come fragili, sentite come ambigue e potenzialmente portatrici di vulnerabilità e sofferenze. Parti che, viceversa, contengono spesso le “chiavi” per un rinnovato incontro con la realtà che consente lo stupore, e la scoperta di nuove possibilità di esistenza.

L’obiettivo del seminario è quello di far intravvedere la possibilità di dischiudere ciò che in noi è rimasto celato, riscoprendo nella nostra fragilità aspetti del mondo e di noi stessi intrisi di “bellezza” e di nuove possibilità di incontro.

Docenti: Daniela Patruno e Franco Natili

13 giugno 2009

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