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La PSOA

Individuo - organizzazione - polis

 

S. Freud scrisse che i due verbi fondamentali della vicenda umana sono amare e lavorare.

Nella vita e nella sua opera Freud ha lavorato quasi esclusivamente sull’universo amare. Resta l’intuizione fondamentali del fondatore della psicoanalisi, secondo la quale i principali meccanismi psicologici della vita affettiva sarebbero validi anche come ipotesi interpretative della realtà sociale e del lavoro.

Sulla base di questa consapevolezza, la psicosocioanalisi si è sviluppata in Inghilterra all’interno dell’attività di riflessione teorica e di intervento del Tavistock Institute, soprattutto per l’opera di H. Brown ed E.Jaques, che sono stati i primi a cogliere la centralità della persona, nella sua interezza di ragione e emozione, nella vita delle organizzazioni e ad analizzare le dinamiche organizzative alla luce delle componenti emozionali e non solo degli aspetti strettamente organizzativi/hard, attribuendo al lavoro un nuovo significato di momento di connessione tra mondo interno e mondo esterno attraverso il principio di realtà.

In Italia il pensiero socioanalitico ha cominiciato a diffondersi per l’opera innovatrice di L. Pagliarani. Qust’ultimo, insieme a Franco Fornari, che, all’interno dell’Istituto di Polemologia, ha avviato lo studio dei conflitti con un’ottica clinica, ha affrontato l’analisi delle organizzazioni analizzando le componenti emozionali del lavoro, in un’ottica di integrazione tra fare e amare.

L’innovatività della psicosocionalisi sta quindi nel superamento della scissione tra componenti tradizionamente come la razionalità e le emozioni, il fare e l’amare, l’intelligenza cognitiva e l’intelligenza emotiva, le componenti hard e le componenti soft delle organizzazioni.

La scoperta fondamentale nella psicosocioanalisi sta nella consapevolezza del fatto che i gruppi e le organizzazioni di lavoro si prestano ad essere usate non solo funzionalmente rispetto al raggiungimento del compito di lavoro ma anche difensivamente rispetto alle ansie di base. Il dar voce alle emozioni ha consentito di far emergere le aree di disagio relative in particolare alla possibilità di integrare il progetto individuale con quello dell’organizzazione. Oggi, all’interno di organizzazioni sempre più complesse e destrutturate, il rapporto individuo-organizzazione tende infatti a fondarsi più che sulla appartenenza sulla ricerca di coerenza tra progetto individuale e vision organizzativa, ricerca che implica la consapevolezza degli elementi emozionali in gioco.

Attraverso la griglia psicosocioanalitica del dichiarato-effettivo-presunto-auspicabile la psicosocioanalisi è uno strumento che consente ad individui, gruppi ed organizzazioni di compiere l’ esame di realtà e quindi di poter riprogettare la propria esistenza sulla base di un auspicabile consentito dopo avere individuato lo scarto tra dichiarato   ed effettivo   e analizzato le emozioni ( presunto) in atto

La psicosocioanalisi interviene oggi nel supportare:

  • la persona   nel dare significato al proprio disagio e nel ricercare possibili sbocchi di evoluzione e di crescita, nel  riprogettare il proprio percorso esistenziale attraverso un processo di riconoscimento delle proprie emozioni e della propria bellezza per ritrovare la capacità di vivere una esistenza più creativa e più soddisfacente e di ricoprire in modo più adulto e consapevole i diversi ruoli, con particolare riferimento ad una leadership che sia in grado di porsi effettivamente come risorsa per il raggiungimento del compito istituzionale e per lo sviluppo degli attori organizzativi

  • le organizzazioni nel perseguire obiettivi coerenti con la propria mission e vision, in armonia con la propria funzione sociale, e nell'individuare percosrsi di sviluppo in cui la progettualità individuale si possa integrare con quella dell’istituzione

  • la polis   Se la “patologia “ che connota il nostro secolo è quella del narcisismo, con un ripiegamento del soggetto su se stesso e una sempre minore capacità di ascolto autentico dell’altro , l’approccio psicosocioanalitico pone, con la sua modalità di ricerca intervento, uno sguardo privilegiato sulla polis, nell’intento di    ricostituire una visione etica ed estetica del vivere sociale, il sentirsi parte di un tutto, la capacità di integrare i propri bisogni con quelli degli altri, in un progetto di vita che possa essere collettivo e non solo individuale.

 

La metodologia psicosocioanalitica si basa sul principio dell’imparare facendo, dell’apprendere attraverso l’esperienza e si declina attraverso alcuni setting che sono oggetto da anni, in Ariele, di ricerca e applicazione:

 

·         Il counseling

·         Il laboratorio di analisi di casi di lavoro

·         Il gruppo operativo

 

 

Dal  'Dizionario di Psicologia' a cura di U. Galimberti, UTET, Torino, 1999: Voce: Psicosocioanalisi

Corrente psicoanalitica che assume come struttura di base della vita psichica l'aspetto relazionale che W. Bion aveva evidenziato rispetto all'impostazione psicoanalitica di S. Freud, centrata sulle dinamiche interne al singolo individuo. Partendo da questo modello, l'indagine psicosocioanalitica prende in considerazione l'individuo nel suo aspetto di soggetto generato (genitus) e di soggetto operante (faber), in relazione al gruppo, di qualsiasi dimensione e natura considerato nel suo aspetto affettivo (globus) e nel suo aspetto operativo (officina).


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Questo schema relazionale, scrive L. Pagliarani, 'evidenzia con genitus e globus il mondo degli affetti, delle emozioni, delle angosce, dei fantasmi affrontato dalla psicoanalisi individuale e di gruppo, mentre con faber e officina evidenzia il mondo dell'operatività, del fare, del produrre affrontato dalla socioanalisi'.

Dal punto di vista terapeutico la psicosocioanalisi prevede trattamenti di breve durata che connotano la psicoterapia progettuale le cui caratteristiche sono così evidenziate da L. Pagliarani:
'Con progettuale intendiamo una psicoterapia orientata secondo i principi e i metodi della psicoanalisi, focalizzata fondamentalmente sui problemi e sui conflitti attuali, finalizzata all'espansione della persona e alla riprogettazione realistica della sua vita attiva e relazionale, distinta da una psicoanalisi classica per il fatto che le incursioni alle origini - con tutte le conseguenze - vengono incoraggiate solo in quanto necessarie a rifondare il vivere nel presente (sonda archeologica, ma sempre per incrementare l'innovazione architettonica). Quindi più architettura che archeologia'.'