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Colloquio 2004

Colloquio 2004

Angoscia della bellezza: tra ambiguità e progetto
13-14 Febbraio  2004 Palazzo delle Stelline  Corso Magenta 61, Milano

Presentazione
La configurazione attuale del contesto sociale, definito dai sociologi “post-modernità” o
“seconda modernità”, modifica radicalmente l'organizzazione della coabitazione umana, e, ponendo in crisi i tradizionali assetti istituzionali, mette le persone di fronte alla ricerca di un nuovo equilibrio tra la propria soggettività e le istituzioni. Gli uomini e le donne del nostro tempo, immersi in un clima di diffusa incertezza e sfidati da nuove opportunità di autoespressione, sono chiamati a tessere incessantemente nuove forme istituzionali basate sul reciproco riconoscimento e sulle scelte responsabili dei singoli: la vita sociale, contenuta in strutture sempre più precarie,
evolve e si riconfigura sulla base di atti di responsabilità che espongono le persone al confronto con le ambiguità e i conflitti del proprio mondo interno e della realtà che li circonda.
Tutto ciò può significare, per le donne e gli uomini che attraversano i territori della seconda modernità, l’esposizione a una duplice esperienza ansiogena, confusionale-primaria e, insieme,
persecutoria-depressiva. Sia l’una che l’altra, secondo quanto risulta dalla pratica clinico-istituzionale e dalle ricerche psicoanalitiche,sono destinate a connotare, con diverse accentuazioni, le sofferenze e i disagi che le persone sperimentano all’interno dei contesti sociali e lavorativi.
Delle due, mentre l’ansia persecutorio-depressiva ha caratterizzato le vicende umane della modernità, l’ansia confusionale-primaria sembra accompagnarsi all’esplicitarsi delle nuove esperienze che si evidenziano nell’ambito dei processi, imprevisti e imprevedibili, attivati dalla seconda modernità. Oggi gli uomini e le donne possono ritrovare se stessi e la propria dimensione sociale, a condizione di una consapevole assunzione di responsabilità rispetto alla propria progettualità ed al proprio ruolo, non più delegabile, nella costruzione di contesti sociali agibili.
È nel suo complesso questa l’area della bellezza, indicante un traguardo possibile ma insieme irraggiungibile, in quanto attrattivo e repulsivo ad un tempo e bisognoso per essere perseguito di una nuova, più avanzata educazione sentimentale.

L’obiettivo del Colloquio è quello di esplorare le vie possibili per lo sviluppo di un’educazione sentimentale da proporre alla soggettualità contemporanea, sfidata dall’impegno ineludibile di relazionarsi con l’imperativo di una più ampia autorealizzazione personale e il richiamo a divenire costruttore di nuove forme istituzionali.

L’impegno proposto ha suggerito l’invito a cultori e testimoni delle diverse scienze umane e di teorie e prassi psicodinamiche diverse dalla psicosocioanalisi, nella convinzione profonda che l’ibridazione di codici diversi sia oggi un passaggio obbligato verso una qualche possibilità di rispondere efficacemente alle urgenti chiamate del nostro tempo.

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