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Consulenza al ruolo

I professionisti associati di Ariele sono in grado di rispondere, con lo strumento della Consulenza al ruolo, alla domanda  di counseling che può sorgere sia a livello individuale sia a livello di singolo o di gruppo all’interno delle realtà organizzative.

L'iniziativa si rivolge sia a chi opera nelle organizzazioni private o pubbliche sia ad operatori del sociale e a quanti desiderano ricevere una consulenza che offra uno spazio riflessivo e d’apprendimento circa le proprie dinamiche rispetto al ruolo svolto in quello specifico contesto e-o nei confronti dei processi di cambiamento .

Lo strumento della Consulenza al Ruolo, oggi sempre più utilizzato, può rappresentare una soluzione efficace a molti dei disagi che si vivono nelle relazioni di lavoro: consente di riattraversare la propria esperienza e favorire la   progettualità supportata dalla modalità dell’imparare facendo.

 
Approfondimento sull'approccio psicosocioanalitico alla Consulenza al ruolo.

Alla Consulenza al ruolo è stata dedicato il n° 5 della Rivista L'educazione sentimentale 

 


 

 

 

 

 

 

 

Scheda: Consulenza al ruolo

 

 

 

 

La scheda è tratta da: Forti D., Varchetta G., L'approccio psicosocioanalitico allo sviluppo delle organizzazioni, Franco Angeli, Milano, 2001

1. Descrizione
Nell'ambito della finestra psicosocioanalitica, la consulenza al ruolo (COUNSELLING) occupa lo spazio del quadrante 'lavoro-individuo', di cui costituisce la tecnica elettiva.
Praticata e codificata per primo da L. Pagliarani come modalità di lavoro finalizzata alla supervisione professionale all'apprendimento del metodo socioanalitico prima, e quindi psicosocioanalitico, la consulenza al ruolo è diventata la prassi consulenziale fondamentale nelle relazioni di aiuto/autosviluppo, ad orientamento clinico, ai soggetti individuali adulti che si interrogano sul proprio lavoro, su una condizione presente di disagio organizzativo, sul rapporto con l'istituzione di appartenenza, sulla propria biografia/carriera professionale, sul rapporto più generale tra dimensione pubblica lavorativa e dimensione privata esistenziale.
La consulenza al ruolo si realizza con un contratto professionale che richiede la ricerca e la definizione di una possibile alleanza di apprendimento tra cliente e consulente e che prevede la definizione del setting, dell'orizzonte temporale del contratto e della frequenza degli incontri, degli ambiti consentiti di esplorazione, del processo di eventuale passaggio dal quadrante 'lavoro-individuo' ad altri quadranti della finestra psicosocioanalitica.
Il consulente psicosocioanalista si pone, nella relazione con il cliente, in ascolto dei casi e delle situazioni problematiche che questi presenterà nel corso degli incontri e, al tempo stesso, in ascolto delle dimensioni transferali e controtransferali che il cliente - e i casi/situazioni da questi presentati - solleciterà nel corso della relazione consulenziale.
La consulenza al ruolo può proporsi obiettivi e risultati di apprendimento-cambiamento a vario livello: superamento del disagio organizzativo, riprogettazione personale/professionale, sostegno alla gestione/assunzione di ruoli, compiti o progetti.

2. Ambito di applicazione elettivo
La consulenza al ruolo viene praticata prevalentemente in ambito di relazione privata tra un consulente psicosocioanalista e un soggetto che decide di chiedere un sostegno consulenziale per sè.
Meno frequente è la situazione di attivazione di una relazione di consulenza al ruolo in ambito istituzionale. Tale possibilità , per realizzarsi, implica la disponibilità dell'istituzione ad ascoltare e riconoscere domande di sostegno individuale non riferite a obiettivi e contenuti professionali o manageriali specifici, ma che investono il complesso delle problematiche lavorative e che presuppongono un livello di esplorazione in profondità . Più frequente è invece il ricorso ad altre forme, meno impegnative, di sostegno individuale (ved. oltre il punto 4).

3. Modalità fondamentali di erogazione/applicazione
La consulenza al ruolo condivide con la relazione di natura psicoterapeutica la definizione delle regole fondamentali e del contratto, il presidio del setting, la tutela della riservatezza ecc.
A seconda dell'origine della domanda - diretta da parte di un cliente privato o indiretta, cioè suggerita/promossa da un committente in ambito istituzionale - le modalità di erogazione si potranno differenziare, come del resto avviene in psicoterapia, a seconda del fatto che il paziente sia un adulto consenziente o, ad esempio, un minore il cui consenso non possa essere dato per acquisito, nè all'inizio nè nel corso della terapia.
Tale distinzione si sovrappone, senza tuttavia coincidere, con quella tra domanda 'privata' di un adulto alla ricerca di un proprio spazio/occasione di apprendimento professionale, e domanda 'istituzionale', in quanto quest'ultima può essere sia riconducibile alla situazione di committenza proponente, ma anche limitarsi ad un aspetto di autorizzazione (ad esempio riconoscimento del tempo, o del costo, il che la riconduce a una sorta di benefit aziendale).

4. Connessioni principali con altri strumenti/pratiche
Il riferimento più diretto è a quell'insieme di metodologie e prassi evolute allo sviluppo degli individui nelle organizzazioni contemporanee che, a seconda dell'approccio disciplinare - ma in parte anche dei contesti culturali e linguistici - prende i titoli di counselling, coaching, mentoring, tutoring ecc.
A parte la difficoltà di stabilire precisi confini tra questi diversi approcci, tutti caratterizzati da processi di forte dinamica evolutiva, anche il confine tra questi e la consulenza al ruolo risulta non univoco. Per certi versi quello che le si avvicina maggiormente è il counselling, che nella letteratura e nella prassi professionale, soprattutto in area anglosassone, è quello che presenta le maggiori caratterizzazioni di natura clinica. Lo differenzia dalla consulenza al ruolo la maggiore possibilità di muoversi lungo l'asse psicosocioanalitico 'amare-lavorare'. In questo il coaching, quando non viene inteso prevalentemente come modalità di training/addestramento, può tentativamente avvicinarsi alla dimensione di esplorazione dell'universo lavoro propria della consulenza al ruolo.

5. Consuntivo esperienziale ('raccomandazioni')
La consulenza al ruolo rappresenta una modalità potente e di apprendimento della PSOA e di istituzione di relazioni di aiuto/sviluppo.
Essendosi sviluppata nel più ampio alveo teorico-applicativo della PSOA, condivide con questa l'insieme di condizioni etiche e metodologiche che ne hanno consentito uno sviluppo; oltre alla garanzie di riservatezza, l'orientamento all'ego-ausiliarietà e non ego-sostituzione, l'elaborazione e utilizzo del controtransfert, l'accettazione del processo di deposito/contenimento dei carichi dislocativi da parte del soggetto cliente.
Particolarmente critico è il passaggio ad altre finestre della griglia psicosocioanalitica, sia in direzione di un setting terapeutico (in funzione dell'emergere di tematiche più direttamente riferibili all'universo 'amare'), oppure di un setting istituzionale (nei casi in cui cliente della consulenza al ruolo sia un potenziale committente di un intervento di sviluppo organizzativo). In entrambi i casi, lo psicosocioanalista deve stare attento non solo agli aspetti di setting, contratto, 'alleanza', ma anche alle dimensioni transferali e controtransferali connesse al passaggio (sia in caso che sia egli stesso ad avviare il nuovo intervento, sia che questo richieda un 'passaggio di consegne' ad uno psicosocioanalista maggiormente esperto nel nuovo quadrante della finestra psicosocioanalitica.

6. Letteratura fondamentale di riferimento
6.1. Generale
Crow G.M., Matthews, L.J., Finding One's Way. How Mentoring Can Lead to Dynamic Leadership, Corwin Press, Thousand Oaks, Ca, 1998.
Reddy M., Il counselling aziendale, Sovera, Roma, 1994.
Thach L., Heinselman T., 'Executive coaching defined', Training and Development. Mar 1999.
Witherspoon R., White R.P., Four Essential Ways that Coaching Can Help Executives, Center for Creative Leadership, N. Carolina, 1998.
6.2. Psicosocioanalitica
Cassani E.C., a cura di, Coaching. Pratiche di ascolto e di cure, Guerini e Associati, Milano, 1999.
Forti D., 'Pro manuscripto 1987' in AIF, Professione formazione, Angeli, Milano, 1988.