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"Essere umano oggi. Forme emergenti del legame sociale" dal 1 aprile

 

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Essere umano oggi. 

Forme emergenti del legame sociale

 

La finalità del percorso è quello di offrire ai partecipanti degli spunti di riflessione, grazie all’apporto di testimoni di discipline diverse, sulla condizione contemporanea dell’umano in quanto essere sociale. Da una parte si avverte infatti una profonda crisi del legame sociale e dell’uomo in quanto “politico”, stretto tra spinte individualistiche e aspirazioni comunitarie; dall’altra si intravvedono delle forme emergenti che sembrano configurare delle nuove possibilità per pensare e agire la relazione tra individuo e collettività.

I temi e i problemi sollecitati durante il percorso potranno essere ripresi e approfonditi durante il Colloquio, sia nell’interazione con i relatori e i testimoni esterni , sia nei lavori di riflessione in sottogruppo.

Il percorso si concretizza in un ciclo di 4 incontri di mezza giornata l'uno che dialogano con un discussant psicosocioanalista e con il gruppo dei partecipanti.

 

Venerdì 1 Aprile - Ore 14.30- 18.30

 

Lo sguardo della FILOSOFIA SOCIALE: Patologie del presente e nostalgia del futuro

Elena Pulcini dialoga con Pino Varchetta

 

La ricerca di Elena Pulcini, docente di Filosofia Sociale all’Università di Firenze,   affronta - dal saggio “L’individuo senza passioni. Individualismo moderno e perdita del legame sociale (Bollati Boringhieri, 2001), fino a “La cura del mondo” (Bollati Boringhieri 2009) – da un vertice filosofico la relazione tra soggetto e collettività, ricostruendo e mettendo in evidenza le “patologie” che caratterizzano tale relazione nel corso della modernità e nei suoi esiti contemporanei.  La prospettiva che la Pulcini ci indica per uscire dalla polarità  tra l’ossessione dell’io (individualismo  esasperato, narcisismo) e l’ossessione del noi (comunitarismo, fondamentalismo) è quella di una riattraversamento  delle “passioni” e della loro funzione cognitiva, comunicativa e fondativa dell’agire morale.

 

Lunedì 9 Maggio  - Ore 14.30-18.30


Lo sguardo dell’ANTROPOLOGIA: Identità e gerarchia. Per una sociologia del risentimento

Stefano Tomelleri dialoga con Carla Weber

Stefano Tomelleri insegna Sociologia ed è professore aggregato presso il CE.R.CO - Centro di ricerca sull'antropologia e l'epistemologia della complessità dell'Università di Bergamo. Studioso del pensiero di René Girard e della sua teoria del capro espiatorio, ha approfondito la matrice sociale e relazionale del sacro, dei desideri e delle loro possibili derive violente (René Girard. La matrice sociale della violenza, 1997). Si è occupato degli impatti emotivi prodotti dalle tendenze egualitarie e concorrenziali delle modernità. In particolare del risentimento come emozione che non si limita a intaccare la vita privata, ma domina anche, in maniera subdola o esplicita, la sfera pubblica. Figlio delle promesse mancate della modernità, il risentimento è una risorsa energetica ambigua: si può trasformare in forza disgregante o in tendenza aggregante, può aprire ferite non rimarginabili o accendere il desiderio di un cambiamento radicale. Non riconducibile a un fenomeno psichico meramente intraindividuale, è un'emozione sociale contrassegnata da peculiari dinamiche storicamente e culturalmente situate (Identità e gerarchia. Per una sociologia del risentimento, 2009).

 

 

Lunedì 6 Giugno - Ore 14.30- 18.30

Lo sguardo delle NEUROSCIENZE

Vittorio Gallese dialoga con Ugo Morelli

 

Vittorio Gallese, insieme ad un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma, è stato uno dei protagonisti negli ultimi 15 anni  della scoperta dei “neuroni specchio” e dello studio dei meccanismi neurofisiologici che stanno alla base dell’intersoggettività. Le ricerche di Gallese sui fondamenti neuronali dell’empatia aprono un nuovo interessantissimo terreno di confronto tra le discipline e gli approcci che classicamente si sono occupati di relazionalità e di legame intersoggettivo (la psicoanalisi in primis) e gli studi sulla funzionamento neuronale del cervello.  I neuroni specchio consentirebbero infatti l’attivazione di una “simulazione incarnata”, ossia la capacità di riconoscere azioni compiute da un altro uomo qualcosa con cui “risuono”. Il significato dell’esperienza fatta da un altro sarebbe quindi comprensibile non tanto in virtù di una spiegazione, ma grazie ad una comprensione diretta, fondata “dall’interno”.

  

 

Venerdì 30 Settembre - Ore 14.30- 18.30

Lo sguardo della PSICOANALISI: L’uomo senza inconscio?

Massimo Recalcati dialoga con Annamaria Burlini

 

Massimo Recalcati, psicanalista di matrice lacaniana, nel suo recente saggio “L’uomo senza inconscio”  rilegge le più diffuse psicopatologie (bulimie, obesità, tossicomanie, depressioni, attacchi di panico, somatizzazioni) come forme sintomatiche del disagio dell’ipermodernità. La sua tesi è che in tutte queste nuove forme del sintomo il soggetto dell'inconscio, cioè il soggetto del desiderio, non sia più il protagonista della scena. Piuttosto, al centro della nuova clinica è la difficoltà soggettiva di accedere al desiderio, è l'assenza, lo spegnimento, la morte del desiderio. Prevalgono l'apatia, l'indifferenza, il vuoto, la fatica di esistere. L’”evaporazione del padre” edipico, che regolava l’accesso al desiderio,  comporta oggi l’emergere di un soggetto smarrito, dominato dalla spinta compulsiva a un godimento solitario (narcisistico e cinico) che esclude lo scambio simbolico con l'Altro. Non si tratta tuttavia di restaurare nostalgicamente la versione edipica delle Legge ( del Fondamento), ma piuttosto di ricercare, nelle prassi sociali, tra il micro e il macro, la via della testimonianza, della responsabilità etica e della generatività.

 

STRUTTURA DEI WORKSHOP

-       breve presentazione iniziale del relatore/relatrice da parte dell'ospite tutor

-       relazione dell'ospite lecturer di circa un'ora

-       breve intervallo

 

 SEDE 

ARIELE Associazione Italiana di Psicosocioanalisi  - Via Montepulciano 11 - 20100 Milano

Telefono e fax: 02 66 98 13 89 - ariele.psicosocioanalisi.it

 

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