Tu sei qui: Portale 28 -29 marzo -Convegno Assocounseling: "Le relazioni che nutrono" ARIELE- Pensare e ripensare il lavoro che cambia: nutrire la mente attraverso la nuova pensabilità del lavoro nei contesti di crisi - AM. Rigoni

28 -29 marzo -Convegno Assocounseling: "Le relazioni che nutrono" ARIELE- Pensare e ripensare il lavoro che cambia: nutrire la mente attraverso la nuova pensabilità del lavoro nei contesti di crisi - AM. Rigoni

 

 

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Pensare e ripensare il lavoro che cambia: nutrire la mente attraverso una nuova pensabilità del lavoro  in contesti di crisi

a cura di AnnaMaria Rigoni

 



Il mondo del lavoro è stato attraversato negli ultimi anni da cambiamenti continui, a volte così rapidi e radicali che non c’è stato il tempo, per le persone che lavorano,  di comprenderli  e di dare loro  un senso nuovo.

 

Scopo del workshop è quello di far conoscere, anche se in forma molto breve, la metodologia di counseling di gruppo già sperimentata presso l’Associazione Ariele in un percorso svolto nel 2013 e nel 2014 e accreditato presso Assocounseling.Il percorso, articolato in 5 incontri serali rivolti a persone che si interrogano sul tema del “lavoro in contesti di crisi”, sia da un punto di vista professionale  (Responsabili del personale, Counselor, Formatori, ecc.), sia dal punto di vista personale, aveva l’obiettivo di favorire il benessere delle persone attraverso l’attivazione di una nuova “pensabilità”,  cioè di una capacità di riflettere su  situazioni di lavoro complesse in modo differente e più generativoOggi, infatti, i pensieri che un tempo davano un senso all’attività lavorativa si rivelano spesso degli slogan vuoti, le persone si sentono  sempre più sole e “nude” davanti al lavoro non solo fisicamente e psicologicamente ma anche simbolicamente.

 

Centrale,  nella metodologia utilizzata, è l’attenzione  a ciò che emerge all’interno del gruppo, al fine di identificare degli schemi rigidi di pensiero (stereotipi) che sono stati ereditati o costruiti nel passato ma che possono limitare un vero apprendimento. A volte le persone si rifugiano dietro questi schemi perché è più semplice, perché aiutano a sopportare la sofferenza rispetto al cambiamento, all’inedito.  Spesso si preferisce usare un modello noto anche se poco fertile, piuttosto che attraversare "il mare delle possibilità" che il pensare richiede. È importante considerare che non c’è crescita personale se non c’è apprendimento, se non c’è la disponibilità verso un incontro tra soggetti differenti e verso la creazione di un sapere condiviso.  

Nel workshop riproporremo, almeno in parte, la metodologia applicata nel percorso, presentando un blob contenente brani di film italiani centrati sul tema del “lavoro in contesti di crisi”, al fine di aiutare i partecipanti a guardare da vicino alcune situazioni difficili, esplorando, in relazione con gli altri partecipanti, le contraddizioni legate all’essere nello stesso tempo buoni e cattivi, dentro e fuori, veloci e immobili, tra passato e futuro, al fine di  trovare parole personali in grado di raccontare in modo nuovo la loro esperienza.